Manowar - Gods of War (2007), [LOSSY MP3 320 kbps]
Heavy metal
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TorrentManowar - Gods of
Warby anno2036
Cover
AlbumTitle: Gods
of WarYear: 2007
Genre: Heavy
metalLabel: Magic Circle
MusicTracklist1. Overture
to the Hymn of the Immortal Warriors
2. The
Ascension
3. King of Kings
4. Army of the
Dead, Part I
5. Sleipnir
6. Loki God of
Fire
7. Blood Brothers
8. Overture to
Odin1
9. The Blood of Odin
10. The Sons of
Odin
11. Glory Majesty Unity
12. Gods of
War
13. Army of the Dead, Part II
14.
Odin
15. Hymn of the Immortal Warriors
16.
Die for Metal
Descriptionfonte:
wikipediaQuesto cd è un
\\\"tributo ad Odino\\\", padre degli dei, ed è
il primo di una serie di concept album dedicati
agli dei della mitologia norrena.
Decisi ad una
svolta dopo le numerose critiche ricevute con
Warriors of the World, i Manowar hanno realizzato
un album fortemente caratterizzato da sonorità
epiche, che negli ultimi lavori erano
effettivamente poco presenti. Il lavoro presenta
un\\'alternanza di parti interamente
orchestrali (Overture to the Hymn of the Immortal
Warriors, Overture to Odin) e di parti narrate
(The Ascension, The Blood of Odin, Glory Majesty
Unity), oltre che alle normali canzoni, che
contribuiscono ad aumentare l\\'atmosfera
generale del disco.
Canzoni veloci e potenti
(Loki God of Fire, The Sons of Odin) sono
inframmezzate da lente ballate (Blood Brothers) e
da inni epici (Sleipnir, Gods of War). La bonus
track Die for Metal è fuori dalla \\\"trama\\\"
del disco e segue il filone intrapreso con Louder
Than Hell e Warriors of the World: si tratta di un
inno ai fans, a se stessi e al \\\"vero
metallo\\\" confezionato su misura per essere
suonato ai
concerti.
Reviewfonte:
metalitaliaOgni volta che
vede la luce un nuovo disco dei Manowar si
scatenano critiche di ogni tipo, da chi li osanna
a chi li considera buffoni, ripetitivi, pacchiani
e quant\\'altro. Solitamente però lo zoccolo
duro dei fan più accaniti fa quadrato intorno
alla band rimandando al mittente tutte le
polemiche suscitate dalla pubblicazione
dell\\'album in questione. “Gods Of War”
è, come gli altri, un album che sta facendo e
farà discutere molto e questa volta sembra che
spaccherà gli schieramenti in maniera
trasversale. Già, perché anche chi stravede
quasi unicamente per i Manowar del primo periodo
avrà qualche difficoltà ad assimilare questo
prodotto. Il nuovo disco è infatti sì un album
molto epico ma distante dal concetto di epic metal
ottantiano e, al contrario, affine all\\'epic
metal sinfonico e orchestrale più moderno. Il
lavoro è il primo di una serie di concept
incentrati sugli Dèi della guerra e in questo
primo capitolo i Manowar hanno voluto render
tributo a Odino. “Gods Of War” è strutturato
in maniera differente rispetto ai suoi
predecessori e, sebbene contenga i consueti otto
pezzi suonati, è anche pregno di intermezzi e
parti narrate. Il disco si apre infatti con una
lunga e suggestiva intro orchestrale che fa da
preludio alla già nota “The Ascension”, altra
intro evocativa sul finale della quale Eric Adams
dà già prova delle sue assolute doti sui cantati
puliti. Pochi secondi e deflagra “King Of
Kings”, anch\\'essa già conosciuta e
collaudata con successo dal vivo. E\\' il
classico pezzo tirato alla Manowar, aggressivo,
diretto, coinvolgente e con break centrale da
brivido. Tocca poi al gradevole intermezzo corale
“Army Of The Dead Part I” che preannuncia
“Sleipnir”, pezzo abbastanza leggero che
inizia con una parte parlata e sfocia presto in un
ritornello estrememente immediato. Ecco quindi
“Loki God Of Fire”, mid tempo riffato ma
rovinato da un\\'eccessiva ripetitività sul
finale di un ritornello già di per sé poco
esaltante. “Blood Brothers” è un bellissimo
lento sullo stile di “Master Of The Wind”,
molto emozionante e con una prova di Eric da
pelle d\\'oca. Si prosegue con “Overture To
Odin”, intermezzo orchestrale già pubblicato
sull\\'EP apripista col nome di “Odin”,
seguito da “The Blood Of Odin”, parte narrata
che precede “The Sons Of Odin”. Questa, come
già detto in sede di recensione
dell\\'omonimo EP, è un classico mid tempo
epico che rispetto alla versione precedentemente
edita, ha qualche coro in più nella parte finale.
Uno dei pezzi migliori. Segue quindi uno degli
episodi più tamarri che il quartetto newyorkese
abbia mai proposto, ossia “Glory Majesty
Unity”, un altro intermezzo narrato che
ripropone la parte finale della vecchia “The
Warrior\\'s Prayer” in versione
salmodiata... da sentire. La titletrack,
anch\\'essa già nota, è un mid tempo
maestoso, marziale e sinfonico, ottima espressione
del nuovo corso che la band ha intrapreso. A
seguire, la seconda parte di “Army Of The
Dead” quasi identica alla prima (e quindi di
dubbia utilità), ripresa in formato
\\'metallizzato\\' anche nel finale della
successiva “Odin”, brano cadenzato e
drammatico. “Hymn To The Immortal Warriors”
chiude le danze alla grande, grazie al suo taglio
estremamente solenne ed evocativo, qualità
garantite da un massiccio uso di cori ed
orchestrazioni. Avrete notato l\\'assenza
della parola “metal” nei titoli, ma ecco la
bonus track “Die For Metal” a riassumere tutto
il credo religioso dei nostri per la causa. Con un
riff simile a Kashmir dei Led Zeppelin, è una
canzone poco adatta al contesto, cadenzata, con
dei cori ultrapacchiani e che potrà magari
risultare divertente in sede live. In “Gods Of
War” le parti prettamente metal sono ridotte
rispetto al passato, i riff si contano sulle dita
di una mano e a conti fatti qualche intermezzo
poteva essere evitato o quanto meno snellito. Il
consiglio è comunque quello di ascoltare questo
disco con calma, introduzione e testi alla mano, e
solo così si potrà apprezzare questo nuovo e
coraggioso corso intrapreso dai “Kings”.
Biographyfonte:
wikipediaI Manowar sono
una band heavy metal nata ad Auburn, New York, nel
1980 dall\\'incontro tra il bassista del
gruppo Joey DeMaio e il chitarrista Ross the
Boss.
Il nome del gruppo deriva da un termine
usato nell\\'inglese arcaico, per
l\\'appunto man o\\' war o man-o-war, che
indicava una tipologia di antica nave da guerra a
vela. Un\\'altra possibile traduzione è
quella che intende man-o\\'-war una
contrazione di man of war letteralmente uomo di
guerra. I temi ricorrenti delle loro canzoni sono
la mitologia, la guerra, la lealtà e
l\\'onore. I testi delle loro canzoni
presentano quasi sempre elogi sulla musica heavy
metal, che è visto non solo come un semplice
genere musicale, ma come un vero e proprio stile
di vita, di cui i Manowar si vantano di essere gli
unici seguaci e portatori della parola.
I
Manowar sono tra i gruppi antesignani e fondatori
del sottogenere epic metal; pionieristico in tal
senso è soprattutto l\\'album Into Glory
Ride, pubblicato nel 1983. Il gruppo detiene anche
un vasto numero di record. In particolare
rivendicano il titolo di \\\"band più rumorosa
del mondo\\\" (precedentemente appartenuto ai
Motörhead) grazie al Guinness dei primati che ha
registrato questo fatto. La band è infatti giunta
a quota 129.5 decibel attraverso uno speciale
equipaggiamento costruito da John \\\"Dawk\\\"
Stillwell. Inoltre sono stati la prima band metal
a includere argomenti di guerra, spade e metallo
sia nelle loro canzoni che nelle loro copertine, a
costruirsi un SET di amplificatori e chitarre
da sé e su propria misura, ad aver registrato un
album in Dolby 5.1 e detengono il record per il
concerto metal più lungo della storia, con una
prestazione di 5 ore ed 1 minuto in cui hanno
eseguito oltre 50
brani.
FormatMP3 - 320 Kbps - 44
kHz
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